parallax background

San Giovanni Battista

Segnalatori
19 novembre 2016
Placche e Supporti
5 novembre 2016

Utilizzare la luce diurna, creare atmosfere, porre accenti. La luce per l’arte e la cultura ha il compito di illuminare le opere d’arte, esaltandone le sfaccettature senza deteriorarle, e di strutturare le mostre. Le soluzioni illuminotecniche scelte da Frascella e dagli architetti nostri Partner mostrano gli aspetti importanti ai fini di un’illuminazione conservativa.

La progettazione illuminotecnica eseguita per la chiesa di San Giovanni Battista ha voluto evidenziare lo stile romanico pugliese degli esterni e il misticismo religioso degli interni tipico dell’architettura medievale. All’esterno si è optato per un’illuminazione che caratterizzasse gli elementi architettonici quali arcate, rosoni e dettagli scultorei di pregio. Proiettori a pavimento emettono fasci di luce in radenza alle pareti esaltando le cinque arcate frontali e le due laterali, alcune impreziosite da monofore; l’arcata centrale, che accoglie il portale finemente decorato ed intagliato con volute vegetali, intrecci e motivi di testine scolpite che richiamano il portale della cattedrale, è stata valorizzata con fasci di luce radente su ambo i lati del portale stesso. Il rosone, adornato da raffinati ornamenti, è illuminato da un proiettore tipo occhio di bue posto a parete sul lato opposto della chiesa rispetto alla piazza, mentre le vele campanarie sono retroilluminate da piccoli proiettori spot che ne evidenziano le volumetrie. All’interno, un’attenta progettazione ha voluto preservare l’atmosfera di raccoglimento, propria dello stile medievale, mantenendo le sospensioni bronzee già presenti e aggiungendo nuovi corpi luminosi in maniera discreta e poco impattante. Sui capitelli finemente decorati con motivi antropomorfi, zoomorfi e vegetali, sono stati installati apparecchi illuminanti lineari non visibili dal basso e diretti verso l’alto per valorizzare le arcate ogivali presenti. Sulle cornici situate nella parte alta della navata centrale e del transetto che la interseca, sono stati posizionati proiettori di forma prismatica, anch’essi diretti verso l’alto e aventi il compito di esaltare le magnifiche volte a crociera. Elementi di pregio, come nicchie, l’affresco del XVI secolo della Madonna delle Nove, la scultura in tufo rappresentante San Giovanni, la scultura di Ercole Reduzzi della fonte battesimale, le statue lignee dei santi medici Cosma e Damiano, sono stati valorizzati da piccoli proiettori spot o da adeguate strips led. Due gruppi di proiettori direzionabili sono stati collocati in alto, nella navata centrale, a servizio dell’altare. Infine, mediante una centrale domotica si sono configurati diversi scenari luminosi avviabili con l’inserimento di una moneta in una gettoniera posta in prossimità dell’ingresso della chiesa; ciò consente, ad ogni turista che lo voglia, di osservare l’interno della chiesa accompagnato da una sequenza di accensioni luminose lungo tutto il percorso di visita. Progetto illuminotecnico interni: STUDIO ELTEC ingg. V. Chietera – T. Bengiovanni La chiesa di San Giovanni Battista a Matera, documentata nel 1204 con il titolo di “Santa Maria Nuova”, appartenne ai Padri Benedettini che l’abbandonarono nel 1212. In seguito l’Arcivescovo Andrea con il consenso del Capitolo cedette la chiesa alle monache agostiniane dell’ordine di Santa Maria di Accon e di tutti i Santi, giunte a Matera dalla Palestina ed ospitate sin dal 1198 nel cenobio rupestre di Madonna delle Virtù. Il monastero fu costruito a partire dal 1230 e il possesso della nuova chiesa avvenne intorno al 1233. Dopo il 1412 le conventuali lasciarono la regola di S. Agostino per prendere quella di S. Domenico e in quella occasione il convento cambiò titolo e si disse di S. Maria dell’Annunziata. Nel 1480 le monache si trasferirono in un edificio della Civita nei pressi della Cattedrale detto dell’”Annunziata vecchia” o delle "Monacelle". Il convento rimase in uno stato di abbandono fino al 1607 quando l’uso della chiesa fu concesso alla confraternita della Carità. La chiesa fu intitolata a San Giovanni Battista nel 1696 ad opera dell’Arcivescovo spagnolo Antonio De Los Ryos y Colminarez originario di Amado in Spagna, che vi trasferì il battistero soppresso del Sasso Barisano. La chiesa è una delle migliori espressioni dell’architettura medievale in Basilicata, un monumento che per importanza storica e per il suo stato di conservazione meriterebbe maggior attenzione da parte degli studiosi. La sua architettura si mischia di più influenze che vanno dalla pianta a croce greca, alle esperienze cluniacensi, agli archi ogivali gotici, ai portali di influenza araba, alle volte a crociera a costoloni tipicamente romanici, ai capitelli disposti su due ordini diversi che per qualità e varietà di temi trattati si annoverano tra i più belli del mezzogiorno d’Italia. La chiesa è munita di un ballatoio sorretto da mensole, a circa otto metri dal suolo, che corre all’interno e all’esterno dell’edificio e consente un percorso anulare fino a raggiungere un ballatoio esterno fiancheggiato da due elefanti, dal quale in età medievale era possibile dare la benedizione al popolo e verosimilmente anche il prezzo del grano, dell’orzo, dell’avena e di tutte le derrate alimentare che si conservavano nei “foggiali”, profonde fosse ipogee scavate nei dintorni del convento. La facciata originaria della chiesa, oggi inglobata nel giardino del vecchio ospedale, si presenta con un portale elegante decorato da intrecci e corolle di fiori, e con un rosone attorniato da un arco sorretto da animali stilofori. Oggi il portale principale d’ingresso è murato e si accede all’antico luogo di culto attraverso un portale laterale anch’esso riccamente decorato con motivi floreali, colonnine con capitelli, due animali alati acefali e sull’architrave i volti di sei fanciulle. L’interno è a pianta greca con tre navate di cui quella centrale molto più alta delle due laterali che terminano con tre cavità absidali non visibili dall’esterno. L’edificio è sorretto da pilastri quadrilobati che sorreggono la volta a vela settecentesca della navata centrale e le volte a crociera a costoloni delle navatelle laterali che si innestano su archi a sesto acuto. I capitelli numerosissimi e tutti diversi tra loro sono figurati, di gusto classico e corinzio, con motivi floreali e frutti di ogni genere.
(Fonte http://www.basilicatanet.com/ita/web/item.asp?nav=materasangiovannibattista )
Approfondimento video: http://www.basilicatanet.com/movie/index.asp?nav=materasangiovannibattista


Committente: San Giovanni Battista
Realizzazione: Frascella Emanuele Srl

 

Condividi la nostra realizzazione:

Chiedi supporto al nostro tecnico per la tua idea di progetto oppure contattalo al numero di telefono in basso